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La mia famiglia ha avuto due figure, entrambe vissute nel secolo scorso, le quali si sono contraddistinte per il loro spiccato talento, che, a proposito di costoro, significa intelligenza, capacità imprenditoriale, sensibilità artistica. Queste persone sono il mio nonno materno e mio padre. Quest'ultimo, che si chiamava Enrico Vasquez e dal quale io ho ereditato anche il nome, era un grosso proprietario terriero che visse a Troina, un grazioso paese che si trova nell'entroterra Siciliano, in provincia di Enna. La sua vita la dedicò, in buona parte, all'amministrazione delle proprietà, che ampliò parecchio rispetto al lascito iniziale che aveva avuto, a sua volta, da suo padre, mio nonno Giovanni. Nelle sue vaste fattorie, che erano delle vere e proprie aziende agricole, ricche di vita rurale e di contadini molto laboriosi, si estendevano a perdita d'occhio coltivazioni di vario genere: grano ed altri cereali, legumi, alberi che producevano svariati tipi di frutta, vigneti ed oliveti, alberi di mandorle e di noci; inoltre, dovunque erano presenti allevamenti di bestiame di diversa tipologia. La sua passione per la terra lo portò anche costruire e gestire un oleificio di ingenti dimensioni, che spremeva le olive di tanti altri possidenti locali, ed un tipico palmento antico Siciliano, dove l'uva si pestava ancora impiegando i vecchi sistemi tradizionali. Mio padre, fu anche un ottimo insegnante, che effettuava le sue lezioni private a casa. Preparò e fu un punto di riferimento, per le sue precise consulenze didattiche, per molte persone di Troina; tra queste preparazioni, è rimasta famosa quella denominata "quattro anni in un anno", che è il caso della volenterosa signorina che dovette affrontare gli esami, in unica sessione, di quattro anni scolastici, per ottenere il diploma magistrale. Si occupò, inoltre, di giurisprudenza tributaria. Sono rimasti famosi i ricorsi che presentò, per diversi, anni nei vari uffici finanziari di Enna, a favore di Troinesi che erano incappati in fastidiosi contenziosi con il fisco. Naturalmente, quasi sempre con la vittoria del contribuente. Oltre i ricorsi, dato che anche questa attività era condotta, da questo professionista intelligente e preparato, con superba competenza, era conosciuto in tutta Italia per le sue accurate considerazioni ed analisi su leggi e regolamenti della Repubblica Italiana, in materia tributaria. Io posseggo tre estratti originali di riviste giuridiche dell'epoca, le cui immagini delle copertine sono mostrate più in basso, in questa stessa pagina: 1) "L'accertamento della base imponibile dell'imposta di famiglia.", estratto da "La giustizia tributaria e le imposte dirette", Anno 83/37 - n. 12 - 1961, Tipografia Urbinati, Roma; 2) "Intestazione degli atti del contenzioso tributario susseguenti ad accertamento emesso dall'ufficio dopo sei mesi dalla morte del contribuente anche per rettifica di dichiarazione eseguita dallo stesso.", estratto da "Giurisprudenza Siciliana", Maggio-Giugno 1962, Milano, Dott. A. Giuffrè Editore; 3) "Natura ed effetti del giuramento fiscale. Ex Art. 6 L. 5 gennaio 1956, N.1", estratto da "Giurisprudenza Siciliana", Gennaio-Febbraio 1965, Milano, Dott. A. Giuffrè Editore. Qualche anno dopo la sua scomparsa, avvenuta in un piovoso giorno del mese di febbraio del 1967, mi fu riferito, ad ulteriore riconoscimento del suo squisito talento, che negli anni '20 aveva ideato un comodo e versatile sistema di archiviazione, il quale ancora oggi si continua ad usare negli uffici di tutto il mondo, e che è noto con il nome di schedario. In altre parole, lui archiviava le pratiche in appositi cassetti, in posizione verticale, cioè 'a piombo', suddividendole con dei cartoncini che presentavano, nella parte alta, una linguetta descrittiva che fungeva da separatore. La figura di mio nonno materno, Vincenzo Gibilisco, fu diversa. In poche parole, si può riassumere con un confronto: se mio padre fu un serio, competente ed appassionato professionista ed un alacre imprenditore, mio nonno fu un fantasioso artista, cioè, un innamorato (più che un appassionato) dell'arte. Per Vincenzo Gibilisco l'arte era lo scolpire, il dipingere, lo scrivere musica. Suonava il mandolino seguendo lo spartito musicale, cioè conoscendone la musica, ed il pianoforte "ad orecchio". Egli era laborioso e versatile, con un ottimo senso dell'adattamento. Infatti, il suo motto, che riassume il suo modo di vivere e che ripeteva spesso ai figli, era: "Quando una cosa non riesci a farla, è perché non la vuoi fare!". Io non lo ho conosciuto, essendo scomparso prematuramente prima che io nascessi; ma mi hanno sempre parlato di lui, in modo particolare e con tanto amore, mia madre e la cara zia Pina. Fin da piccolo, infatti, ogni qualvolta si percorreva in auto il Viale XX Settembre di Catania, mia madre diceva: "Vedi, questi sono lavori del nonno.", indicando i telamoni e le cariatidi del palazzo che si trova ad angolo con la Piazza Trento. Precisando, ogni volta, che tali lavori erano stati effettuati utilizzando la pietra bianca di Malta. La stessa testimonianza, mi fu sempre confermata dalla zia Pina, quando si affrontava un qualsiasi discorso riguardante suo padre. Oltre tali opere, che ho fotografato ed abbondantemente riprodotto in questo mio lavoro dedicato alle opere di mio nonno, mi è stato riferito, sempre in massima parte da mia madre e dalla zia Pina, che i "lavori in oro" della Villa Manganelli di Catania, sono opera del loro padre, come pure alcuni elementi decorativi della Chiesa "Crocifisso dei Miracoli" di Via Umberto, sempre a Catania. In tale chiesa, all'incirca nella prima metà degli anni venti del secolo XX, o forse qualche anno prima, Vincenzo Gibilisco aveva realizzato una statua raffigurante Gesù, denominata "Sacro Cuore". La zia Pina mi parlò anche di certi "angioletti" che decorano alcuni palazzi del Viale XX Settembre, per i quali, sempre con il corredo delle immagini fotografiche, ho dedicato altre pagine di questa opera. Ho, inoltre, presentato, in alcune pagine, delle sculture, che si trovano in un altro palazzo del Viale XX Settembre, per le quali "sospetto", ma non ho alcuna prova, neppure testimoniale, che possano essere opera di mio nonno. Non pretendo nulla e, a tal proposito, in ogni caso, il presentarle è da considerare, al massimo, come una semplice esposizione di opere di ingegno e di arte da parte dell'autore, chiunque esso sia stato. Altre pagine mostrano i quadri artistici e sacri e la musica scritta da mio nonno. In questo caso, non serve alcuna prova, dato che sono in mio possesso gli originali con la firma di Vincenzo Gibilisco. Questo mio lavoro, allora, non ha altra pretesa di ricordare e divulgare il lavoro di tutta una vita, vissuta in buona parte a Catania ed a Tripoli, nella Libia italiana, di Vincenzo Gibilisco, il mio nonno materno, sulla base di prove puramente testimoniali (cioè, testimonianze amorose) dei miei cari (mia madre e la zia Pina molto spesso e, talvolta, il loro fratello, lo zio Nando, ai quali credo, senza ombra di dubbio) riguardanti la paternità di determinate opere di Vincenzo Gibilisco (le sculture) ed altri lavori, artistici e musicali, dei quali conservo gli originali. Enrico Vasquez. |
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L'immagine rappresenta la statua di Santa Cecilia realizzata da Vincenzo Gibilisco, che ha pure apposto la sua firma. L'originale dell'immagine è una cartolina postale e nel retro reca la scritta a matita, forse dello stesso Artista, "Scolpita a Catania da Gibilisco Vincenzo il 7/8/32". Dato che Vincenzo Gibilisco viveva già a Tripoli, si presume che sarà tornato momentaneamente in Sicilia per compiere (o soltanto consegnare) quella scultura. |
In questa seconda immagine, è riprodotta un'altra opera di Vincenzo Gibilisco. Si tratta di una statua di Gesù. Tra le persone presenti, Vincenzo Gibilisco è il primo a sinistra. La scritta "La statua fatta da mio padre" è sicuramente della figlia Pina. Il luogo potrebbe essere un parco oppure un giardino di una chiesa di Tripoli oppure della Sicilia. |
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Uno studio in materia di giurisprudenza tributaria del Prof. Enrico Vasquez di Troina. "L'accertamento della base imponibile dell'imposta di famiglia.", estratto da "La giustizia tributaria e le imposte dirette", Anno 83/37 - n. 12 - 1961, Tipografia Urbinati, Roma. |
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Uno studio in materia di giurisprudenza tributaria del Prof. Enrico Vasquez di Troina. "Intestazione degli atti del contenzioso tributario susseguenti ad accertamento emesso dall'ufficio dopo sei mesi dalla morte del contribuente anche per rettifica di dichiarazione eseguita dallo stesso.", estratto da "Giurisprudenza Siciliana", Maggio-Giugno 1962, Milano, Dott. A. Giuffrè Editore. |
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Uno studio in materia di giurisprudenza tributaria del Prof. Enrico Vasquez di Troina. "Natura ed effetti del giuramento fiscale. Ex Art. 6 L. 5 gennaio 1956, N.1", estratto da "Giurisprudenza Siciliana", Gennaio-Febbraio 1965, Milano, Dott. A. Giuffrè Editore. |
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